Citta' del Libro

Andrej Longo – Lu campo di girasoli

Il nome Andrej gli è stato dato dal padre, come omaggio a Guerra e pace di Lev Tolstoj. Laureatosi in lettere al DAMS di Bologna, dopo lavori come bagnino, cameriere e pizzaiolo, Longo inizia la sua carriera collaborando come autore per opere teatrali, radiofoniche e cinematografiche. Nel 2002 l’editore Meridiano Zero pubblica la raccolta di racconti Più o meno alle tre. L’anno successivo pubblica il romanzo Adelante per Rizzoli, vincitore ad ex aequo del Premio Nazionale Letterario Pisa per la sezione narrativa. Nel 2007 pubblica Dieci con Adelphi, racconti ambientati a Napoli ed ispirati ai dieci comandamenti, per il quale Longo verrà insignito del premio Bagutta e del premio Piero Chiara. Nel 2011 un suo testo è apparso nell’antologia Meridione d’inchiostro. Racconti inediti di scrittori del Sud.

Lu campo di girasoli”. Il primo sorriso Caterina e Lorenzo se l’erano scambiato al ‘party’ del sindaco “Ca lu chiamava party picchè faceva cchiù moderno.” Era da un pezzo che Lorenzo teneva nel cuore quella malattia, ma aveva cercato di non pensarci: perché sulla “vuaglioncella” aveva messo gli occhi Rancio Fellone, il figlio dell’uomo più ricco del paese, e lui, Lorenzo, era solo il nipote dello scarparo: “Pirciò aviva deciso ca Caterina se l’aviva levare da la capa”. Poi, quella sera, lei lo aveva guardato, e non aveva smesso di guardarlo mentre lui suonava la tammorra come mai prima. E da allora si erano visti di nascosto, ogni domenica mattina, al mare. Ma Rancio Fellone sapeva: e aveva deciso di vendicarsi, e insieme di togliersi quel “vulìo”. Così, il giorno della festa di San Vito, mentre sulla piazza del paese tutti si preparavano a scatenarsi nella pizzica, Rancio Fellone, insieme ai suoi degni compari Cicciariello e Capa di Ciuccio, aveva aspettato i due ragazzi nel campo di girasoli dove si erano dati appuntamento. E la cosa sarebbe finita male se non lontano da quello stesso campo non si fossero fermati, dopo aver goffamente svaligiato un banco lotto, due rapinatori improvvisati: Dummenico, un operaio disoccupato, e il Professore, uno di quelli che ancora credevano alla solidarietà, al popolo e alla rivoluzione proletaria. Saranno questi due “angeli con la pistola” (comprata, peraltro, in un negozio di giocattoli) il deus ex machina della vicenda.



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