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Mario Capanna – Scienza bene comune. Oltre lo spread della conoscenza

 

Informazioni Evento
Autore: Mario Capanna
Libro: Scienza bene comune. Oltre lo spread della conoscenza
Editore: Jaka Book
Data:
Sabato 13 Dicembre 2014 – Ore 19:00

Sala: Auditorium Dante Alighieri
Dialoga con: Nicola Grasso (Docente di Diritto Costituzionale); Alberto Basset (Ordinario di Ecologia Unisalento); Vincenzo Zara (Magnifico Rettore Unisalento)

 

mario capannaBiografia

Mario Capanna nasce a Badia di Petroia (frazione di Città di Castello) da Luigia Paci, casalinga, e Giuseppe Capanna, meccanico, il 10 gennaio 1945. A sei anni, penultimo di due fratelli e due sorelle, rimane orfano di padre. Alle elementari mostra amore per la conoscenza, sì che la sig.na Bice Bellucci, storica maestra del villaggio, riesce a persuadere la mamma e i fratelli a fargli continuare gli studi. Frequenta la scuola media, il ginnasio e il liceo classico a Città di Castello e poi supera il rigoroso esame di ammissione all’Università Cattolica di Milano. Strane le vicende della vita: sarebbe potuto diventare un bravo meccanico, come il padre e i fratelli o, in subordine, un buon insegnante di liceo. Il Sessantotto decise diversamente. Laureato in filosofia all’Università Statale (dopo l’espulsione dalla Cattolica a seguito delle lotte degli studenti), è attualmente presidente della Fondazione Diritti Genetici (www.fondazionedirittigenetici.org), scrittore, giornalista pubblicista, coltivatore diretto, apicoltore. Dal 2011 presidente del CORECOM Umbria. Leader studentesco nel Sessantotto, segretario nazionale di Democrazia Proletaria fino al 1987, esponente ambientalista e pacifista. Già consigliere regionale della Lombardia (1975-80), comunale di Milano (1980), parlamentare europeo (1979-84), deputato nazionale per due legislature (1983-92). Tra i suoi libri (editi da Rizzoli): Formidabili quegli anni (1988, Bur 1998), Arafat (1989), Speranze (1994), Il fiume della prepotenza (1996, Bur 2000), Lettera a mio figlio sul Sessantotto (1998), L’Italia viva (2000), L’uomo è più dei suoi geni (curatore, 2001). Con Baldini Castoldi Dalai editore: Verrò da te. Il mondo presente e futuro* (2003, Supernani 2004), Lettera a mio figlio sul Sessantotto* (2005), Coscienza globale. Oltre l’irrazionalità moderna* (2006). Con Garzanti: Formidabili quegli anni* (2007, con una nuova introduzione), Il Sessantotto al futuro* (2008), Per ragionare* (2010).

scienza bene comuneDescrizione

Per oltre un anno, la pagina web www.scienceanddemocracy della Fondazione dei Diritti Genetici ha ospitato un confronto trasversale sul rapporto scienza-società e la necessità di promuovere una maggiore partecipazione democratica alla ricerca scientifica nel campo delle scienze della vita.
Il dialogo interdisciplinare ha coinvolto più di trenta intellettuali italiani, da Gustavo Zagrebelsky a Nadia Urbinati, da Emanuele Severino a Marcello Cini e Bartolomeo Sorge, le cui riflessioni spaziano dalla critica allo scientismo, al rapporto tra scienza e etica o scienza e democrazia, alla conoscenza intesa come bene comune.
Chi decide della scienza quando la scienza riguarda tutti? Chi deve modellare le nostre società? La tecnologia, ovvero la scienza alleata all’economia, o l’economia alleata alla scienza? Mai come oggi, scrive Mario Capanna, la potenza dell’apparato finanziario-scientifico-tecnologico tende a subordinare la ricerca a sé determinandone esiti e processi, favorita sul piano giuridico dalla brevettabilità delle scoperte. La scienza decide della nostra vita ma noi non possiamo decidere della scienza!, osserva Capanna, e la democrazia, ridotta sempre più a delega, rende i cittadini spettatori passivi, privi della possibilità di intervenire nelle dinamiche della scienza.
Di fronte a questo paradosso della nostra modernità si impone un’urgente rivoluzione del pensiero: la ricerca partecipata può garantire il coinvolgimento diretto dei cittadini -nonché delle istituzioni democratiche- intorno a interessi comuni e collettivi, sui processi e le finalità della ricerca, in particolare la sua interpretazione e applicazione pratica. Non più delega, quindi, ma un processo di condivisione articolata delle scelte strategiche che riguardano tutti noi, di democrazia operante (e governante) sulla base della conoscenza.



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