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Simone Perrone – Spremuta d’arancia a mezzogiorno

 

Informazioni Evento
Autore: Simone Perrone
Libro: Spremuta d’arancia a mezzogiorno
Editore: Lupo editore
Data: venerdì
12 Dicembre 2014 – Ore 10:00

Sala: Sala Cultura
Dialoga con: Luca Nolasco (Università del Salento)

 

SIMONE PERRONEBiografia

Simone Perrone è un cantautore, autore e scrittore salentino, classe 1987. Laureato in Lingue e Letterature Straniere Euromediterranee presso l’Università del Salento, è conosciuto dal pubblico soprattutto per la sua attività musicale: vincitore del Cornetto Free Music Festival nel 2007, pubblica con l’etichetta milanese Carosello Records i singoli “L’estate di Adelina” (2008) e “Dannato Amore“(2010). Attualmente è il frontmen dell’elettro-rock band “Jack in the Head” e collabara come autore e compositore al progetto artistico di Antonio Maggio (vincitore della sessantatreesima edizione del Festival di Sanremo, sezione giovani, con il brano “Mi servirebbe sapere”). “Spremuta d’arancia a mezzogiorno” è il suo romanzo d’esordio, pubblicato presso Lupo Editore.

Descrizione

Spremuta d’arancia a mezzogiorno è l’autobiografia romanzata di Carlo Barrassi, protagonista e narratore. Carlo vive in casa con altre quattro persone ed evita di sostare a lungo nella sua camera perché mal sopporta il suo odore. Nell’ambiente comune, che è il soggiorno, si sofferma a osservare e scrutare il suo percorso di vita, facendolo diventare materia del racconto. Dopo una presentazione fugace di se stesso, l’incipit del romanzo è un evento tragico, il suicidio di Mario Storti, padre del suo migliore amico d’infanzia, Tommaso.

Tommaso e Carlo vivono quasi un rapporto simbiotico, studiano insieme, escono insieme, condividono ogni cosa, ma quando Carlo decide di dedicare la sua vita alla musica, Tommaso inizia ad allontanarsi. Carlo entra a far parte di una band, coltiva il suo amore per i Beatles, e si rintana in questa passione per poter affrontare le circostanze, le noie e le contraddizioni della sua realtà e di chi gli gira intorno. Il romanzo descrive senza linearità la crescita personale e intima di Carlo, le piccole relazioni, i primi innamoramenti, la scoperta della sessualità e l’incapacità, a volte, di decifrare i sentimenti e le reazioni del corpo. Linda, Clotilde, Rita, alcune delle donne citate all’interno del testo e che segnano quasi un cronologico cammino verso la stravagante scoperta delle differenze. Il sesso che scatena senza indugi forme di piacere che non riescono a farsi parola e l’amore, l’ingestibile che si fa meraviglia. I legami, la famiglia, le obbligatorie visite quotidiane a casa dei nonni. Odio e affetto. Carlo Barrassi ripercorre se stesso attraverso i luoghi della sua infanzia e scrive. Scrive canzoni, poesie, scrive per essere e per diventare. Ma la scrittura è anche un atto scabroso, l’atto di denudarsi e farsi oggetto dei dardi spietati, e Barrassi è pronto.

Spremuta d’arancia a mezzogiorno è il ticchettio di una maturazione, l’evoluzione di una passione, di una vita a cavallo tra due secoli che porta addosso i segni di un passato e di una terra di Sud ancora invasivi, ma che prova a sbirciare fuori per vedere cosa c’è oltre i mari.



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