23/11/2017
20:15
Incontro

Tahar Ben Jelloun

dialoga con Massimo Bray (Direttore Generale della Treccani) e Alessandro Leogrande (giornalista e scrittore)

Tahar Ben Jelloun è uno scrittore, poeta e saggista marocchino. Classe 1944, nato a Fès, nell’allora Marocco francese, da una famiglia di origine berbera, trascorre la sua adolescenza a Tangeri e compie gli studi di filosofia all’Università di Rabat, dove comincia a scrivere le sue prime poesie in francese, raccolte poi nel 1971 sotto il titolo di “Hommes sous linceul de silence”. Nello stesso anno emigra a Parigi dove consegue un dottorato in psichiatria sociale sulla confusione mentale degli immigrati ospedalizzati e dove vive ancora. Il suo primo romanzo, Harrouda, esce nel 1973. Con il Premio Goncourt assegnatogli per La Nuit sacrée nel 1987, è divenuto lo scrittore straniero francofono più conosciuto in Francia. Interviene con dibattiti e articoli sui problemi della società, soprattutto sul problema della periferia urbana e del razzismo. Nel 2004 ha ricevuto il Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa per Amori stregati. Con il libro “Il razzismo spiegato a mia figlia” e per il suo profondo messaggio gli è stato conferito dal segretario delle Nazioni Unite il Global Tolerance Award e nel 2006 ha vinto il Premio Internazionale Trieste Poesia. Nel 2013 ha vinto il Premio Nazionale Vincenzo Padula – Sezione “Narrativa Internazionale”.